FAVINO NERO SOVESCIO O PACCIAMATURA NEL VIGNETO DI STEFANO LEGNANI?

È arrivata la primavera, dalle nuove barbatelle escono le gemme, in vigneto è tempo di dedicarsi al prossimo lavoro. Tocca al favino nero, sovescio o pacciamatura nel vigneto di Stefano Legnani?

Il favino nero

favino nero

Il favino nero è una leguminosa resistente alle temperature invernali che si semina in novembre quando il vigneto è a riposo. È una pianta autosufficiente dal punto di vista nutritivo ed è particolarmente adatta ad essere piantata in vigneto perché portatrice di grandi quantità di azoto.

favino nero azoto

Nel vigneto di Stefano il favino nero è seminato e coltivato tra i filari di vite con lo scopo di nutrire il terreno. Ma diverse sono le tecniche attraverso le quali il favino può portare il suo contributo al terreno: vediamo il sovescio e la pacciamatura.

Il sovescio nel vigneto

Una tecnica molto utilizzata per fertilizzare il terreno in modo naturale utilizzando il favino nero è il sovescio.

In primavera si procede con la trinciatura delle piante cresciute durante tutto l’inverno e la prima parte della primavera. Dopo che il favino è stato trinciato ed è seccato per qualche giorno si procede con l’interramento, il tutto con appositi macchinari.

La pacciamatura nel vigneto

Un’altra tecnica altrettanto importante per fertilizzare il terreno in modo naturale utilizzando il favino nero è la pacciamatura.

Si tratta di una tecnica tutto sommato molto semplice che consiste nel ricoprire il terreno di vegetazione. Questo riduce l’esposizione del terreno per esempio agli agenti atmosferici, conseguentemente lo rende più ricco di microrganismi e quindi anche più fertile.

In entrambi i casi il beneficio è triplice: risparmio economico per fertilizzanti, aumento della fertilità, assenza di impatto ambientale.

La scelta di Stefano

Un giorno ricevo da Stefano questo messaggio: “ho deciso di non interrare il favino (sovescio) ma di fare la pacciamatura, quindi provvederò ad un allettamento molto artigianale lasciando integro il favino”.

pacciamatura nel vigneto

Cosa ha pensato allora Stefano per stravolgere una pratica agricola di fertilizzazione usata fino all’anno precedente?

Il sovescio, prevede l’interramento della   sostanza   organica   col fine di aumentare la fertilità e come visto consiste nella lavorazione e contestuale “rimescolamento” del terreno.

Ma è anche vero che non interrare la sostanza organica, anzi lasciarla sul terreno è in effetti un contributo che rispetta la superficie e di conseguenza anche l’equilibrio dei microrganismi del terreno.

Cosa accede in natura?

A ragionarci, in effetti, quando in natura non vi è l’intervento dell’uomo o di effetti atmosferici catastrofali la sostanza organica semplicemente si decompone e lo fa in superficie.

Nel processo di decomposizione in superficie, come è logico pensare, intervengono microrganismi aerobi al contrario quando il materiale viene interrato i microrganismi che intervengono sono anaerobi.

Questi ultimi sono già presenti in grandi quantità nel substrato ed un aumento di questi, modificando gli equilibri naturali, favorisce il proliferare di fitopatogeni e parassiti.

Pertanto possiamo dire che l’ideale è sempre rispettare la natura, ad ogni livello, anche nella profondità e negli strati del terreno.

Conclusioni

Stefano ha da poco proceduto con la pacciamatura portandosi a casa non solo il consueto rispetto della natura e del suo vigneto ma anche qualche vantaggio rispetto all’anno precedente: velocità della lavorazione, consumo di carburante ridotto rispetto all’interramento con uso del trincia prima e della fresa dopo, maggiore umidità del terreno con conseguente aumento di sostanza organica.

Poi qui ci si porta un po’ a casa la capacità di mettersi e rimettersi in discussione, provare, sbagliare, fare bene, fare male o non essere soddisfatti e cambiare strada. Inventarsi e inventare continuamente. Sono quelle cose che danno luce alla parte migliore dell’essere umani. Quegli esseri umani in compagnia dei quali è sempre piacevole bere un bicchiere di buon vino.

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